Obesità: un fattore di rischio da non ignorare

L’obesità non è solo una questione estetica o metabolica: è un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari e renali e costituisce il secondo fattore di rischio modificabile, dopo il fumo di sigaretta, per l’insorgenza di almeno 16 tipi di neoplasie. 

L’obesità è una condizione multifattoriale derivante da complesse interazioni tra fattori genetici e ambientali; è una malattia cronica caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo.

Tradizionalmente, le patologie associate vengono definite comorbilità; riteniamo più corretto parlare di complicanze, poiché molte condizioni patologiche sono diretta conseguenza dell’eccesso di grasso e dei suoi effetti sistemici. Queste complicanze, unite a una maggiore probabilità di sviluppare altre comorbidità, creano una “tempesta perfetta” che riduce l’aspettativa di vita. Secondo uno studio statunitense, l’obesità grave (classe III) può ridurre l’aspettativa di vita fino a 14 anni.

PERCHÉ L’OBESITÀ FAVORISCE IL CANCRO?

Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha accumulato prove robuste che collegano l’eccesso di grasso corporeo a un’aumentata incidenza di tumori come quelli dell’endometrio, del colon-retto, del fegato, del rene, dell’esofago, del pancreas e, nelle donne in post-menopausa, del tumore mammario. 

Le spiegazioni attuali individuano meccanismi multipli e interconnessi che possono facilitare l’iniziazione e la progressione tumorale:

  • uno stato cronico di infiammazione sistemica
  • alterazioni ormonali (per esempio livelli più alti di insulina, IGF-1 ed estrogeni prodotti dal tessuto adiposo)
  • stress ossidativo
  • modifiche del microambiente tissutale.

Mantenere il peso nella norma è una delle strategie più efficaci per ridurre uno dei principali rischi modificabili di cancro. È importante restare normopeso per l’intera durata della vita per almeno due ragioni. In primo luogo, chi è in sovrappeso o obeso in giovane età ha maggiori probabilità di esserlo per tutta la vita. In secondo luogo, i tumori sono malattie tipiche dell’invecchiamento e quindi meglio si arriva ad affrontare l’ultima tappa della vita e minore sarà il rischio di dover fare i conti con una malattia oncologica.

EFFETTI PER CHI HA GIA’ AVUTO UNA DIAGNOSI DI TUMORE

L’obesità può aumentare non solo il rischio di sviluppare un primo tumore, ma anche la probabilità di andare incontro a un secondo tumore primario o di avere esiti clinici peggiori dopo una diagnosi oncologica. Non si tratta solo di prevenzione primaria: l’obesità influisce anche sulla prognosi e sul percorso di sopravvivenza.
Le evidenze più solide arrivano da analisi su grandi database epidemiologici, come lo studio pubblicato nel 2024 su JAMA Network Open, che ha coinvolto quasi 27.000 pazienti oncologici già guariti da una prima neoplasia. Lo studio ha mostrato che i soggetti obesi presentavano un rischio aumentato del 34% di sviluppare un nuovo tumore rispetto ai pazienti con BMI normale, con un incremento che arrivava al +78% per i tumori d’organo riconosciuti come “obesità-correlati”. Questo indica che l’eccesso di grasso corporeo agisce come un fattore di rischio duraturo, capace di influenzare il microambiente cellulare anche a distanza di anni dalla prima diagnosi.
 
LA GESTIONE DEL PESO COME PARTE INTEGRANTE DEL PERCORSO DI CURA
 
Dal punto di vista oncologico e sanitario la gestione del peso dovrebbe essere parte integrante del follow-up dei pazienti in cura o guariti da un tumore. Integrare la gestione dell’obesità nei percorsi di cura post-tumore significa ridurre il rischio di recidiva e migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti. Nutrizione clinica, attività fisica adattata, supporto psicologico possono diventare strumenti non solo di benessere generale, ma di prevenzione oncologica secondaria. 
 
OBESITA’ COME MALATTIA CRONICA
 
In questo contesto si inserisce la nuova legge italiana del 1° ottobre 2025 che riconosce ufficialmente l’obesità come malattia cronica: un passo fondamentale che potrebbe permettere l’accesso a percorsi terapeutici strutturati anche per i pazienti oncologici, rafforzando l’idea che il peso corporeo non è solo una questione individuale, ma una vera priorità di salute pubblica.
 
Di questi temi parleremo venerdì 12 dicembre alle 17 presso il Prime Center nel corso dell’evento  “Obesità: una nuova malattia cronica. Prevenzione e Cura”. Ospite dell’incontro il Prof. Giuseppe Fatati oncologo, endocrinologo e nutrizionista, presidente dell’Italina Obesity Network. Con il Prof. Fatati approfondiremo il significato di questo nuovo riconoscimento, il ruolo dell’obesità come fattore di rischio per altre patologie, fra cui il cancro e le strategie più efficaci di cura e prevenzione.
 

Per maggiori informazioni e iscrizioni all’evento “Obesità: una nuova malattia cronica” contattare l’accoglienza del Prime Center.

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