Teatroterapia
“Abbiamo vissuto dei momenti coinvolgenti insieme. Ci siamo espresse con il corpo, lo sguardo, le parole e… ci siamo capite”.
Partecipare ad un percorso di Teatroterapia per una persona che è stata toccata dalla malattia oncologica significa fare i conti col proprio corpo e ridargli la dignità di strumento di espressione e di relazione.
È un lavoro personale che avviene con facilità all’interno di un gruppo caldo ed accogliente di persone che si trovano a “navigare sulla stessa barca”. È un mettersi in gioco, accettando anche le ritrosie e gli imbarazzi che fanno parte di noi. È uno spazio di ascolto e di condivisione in cui riscoprire che non siamo soli, che possiamo mostrarci per quello che siamo, e nel quale, spesso, ritrovarsi a ridere di gusto.
La partecipazione ai percorsi di Teatroterapia è particolarmente indicata a persone che
- vogliono risvegliare la propria spontaneità e creatività
- vivono sensazioni di solitudine e di isolamento sociale e sentono il bisogno di uno spazio di ascolto e di confronto
- vogliono sciogliere le potenzialità espressive del proprio corpo e tornare a farci amicizia
e che hanno una spinta, anche minima, a volersi mettere in gioco!
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Il prime Center è sostenuto dallo IOR, Istituto Oncologico Romagnolo, grazie alle risorse raccolte da donazioni di privati e di aziende. Anche il tuo contributo può aiutare a sconfiggere il cancro.
CHE COS’é LA TEATROTERAPIA
JL Moreno, padre dello psicodramma, vedeva nel gruppo il luogo elettivo in cui fare esperienze evolutive e di benessere: l’uomo è un essere relazionale che nasce, si struttura e si sviluppa attraverso le relazioni che sperimenta e che vive; e sempre attraverso esperienze relazionali può vivere l’evoluzione o l’involuzione delle proprie potenzialità.
Attraverso una metodologia d’azione di ispirazione teatrale è possibile stimolare le persone all’incontro con l’altro e con sé stessi, favorire l’accesso alle proprie risorse di spontaneità e creatività (intese come funzioni fondamentali dell’essere umano), attivare la possibilità di affidare ed affidarsi, di divenire l’uno per l’altro “agente terapeutico” di crescita e di sviluppo.
Il laboratorio di teatroterapia è come una “palestra per i muscoli dell’anima”, un luogo (fisico ma anche e soprattutto relazionale) in cui le persone possono sperimentare ed allenarsi ad uscire dall’ordinario e ad arricchire il proprio agire di nuovi stimoli e di nuovi ruoli – anche bizzarri – che, sperimentati e vissuti nel contesto protetto della laboratorio, lasciano di certo traccia nel patrimonio della persona anche al ritorno nella propria quotidianità. Un luogo in cui, attraverso una conduzione che promuove le produzioni personali e marginalizza il giudizio, le persone possono permettersi di cogliere la dimensione della valorizzazione ed accettazione di ciascuno e della condivisione di tutta la gamma di emozioni che come esseri umani viviamo e comunichiamo quando agiamo ed entriamo in relazione con l’altro.
ARTETERAPIA AL PRIME CENTER
I percorsi di Teatroterapia sono laboratori esperienziali che, attraverso modalità di lavoro espressive e teatrali, intendono offrire ai partecipanti una esperienza di gruppo, di relazione, di espressione, di ascolto, di rispecchiamento… che stimola l’utilizzo della propria corporeità, del movimento, della voce, della creatività, e che favorisce la socialità, l’apertura al mondo, il sostegno delle proprie risorse, il rafforzamento delle proprie competenze relazionali, dell’introspezione e dell’empatia.
Ogni percorso si articola in 10 incontri di 2 ore in cui il gruppo dei partecipanti si ritrova a giocare insieme guidato da un “regista” che, con gradualità e nell’ascolto delle disponibilità del gruppo, propone attività che alimentino la relazione e la comunicazione tra le persone e stimolino le capacità espressive simboliche e corporee di ciascun partecipante.
“Insomma una esperienza in cui auguro a ciascun partecipante di gustarsi, attraverso il “gioco”, il piacere di poter vivere e condividere leggerezza e profondità… e portarsele a casa.” Fabio Canini, psicologo e “regista” del percorso di Teatroterapia